Club to Club - Il report
Torino 5.6.7 novembre 2009, per tutti l’anno della crisi, ma i festival di tutto il mondo resistono e Club to Club sembra farlo a testa alta, una lineup di altissimo livello e una serie di eventi speciali davvero unici.
Il nostro festival comincia giovedì 5 con la serata “A torino per Essere Contemporanei” Do You Warp? A dare il via alla kermesse dell’elettronica torinese il dj set del nuovo adepto della Warp Records Hudson Mohawke, il giovane ed energico ci offre un set dal sapore hip-hop con quanto di meglio ha offerto il 2009 in quanto melodie e percussioni.
A seguire il live di Jimmy Edgar che con battute serrate e utilizzo della sua voce campionata crea uno show in uno stile più vicino alle classiche produzioni Warp, il suono dei rave di Detroit è ancora ben radicato nell’animo di questo poliedrico artista che si muove con abilità tra palchi e set fotografici di tutto il mondo (..e si, oltre ad essere producer e dj Jimmy è anche un affermato fotografo di moda).
Per i presenti al Mirafiori Motor Village, la serata è andata avanti fino a notte inoltrata con le sonorità house dei dj di PiemonteGroove (Vaghe Stelle e passEnger+xluve).
Purtroppo la prima nazionale di Craig, Von Oswald e Tristano era sold out da tempo e non sapremo mai com’è andata.
Venerdì 6 è la giornata più intensa del festival, alle 10 del mattino conferenza Digital Orbit con Erik Natzke che ci svela i segreti delle sue illustrazioni dinamiche in Flash, i mondi dinamici che l’artista riesce a creare sembrano una rivisitazione contemporanea del naif.
Per Club to Club ci sono Carl Craig e Francesco Tristano che ci introducono nei loro mondi musicali così diversi che finiscono per incontrarsi e contaminarsi.
Craig ci porta all’inizio della sua passione per la musica parlandoci del ruolo di opinion leader come John Peel, mette in contrapposizione la situazione attuale dove la produzione musicale aumenta e noi riusciamo a stento a conoscerne un 10% perché riusciamo a muoverci solo in un ambito molto vicino ai nostri gusti. Una cosa molto curiosa è che Craig mentre rispondeva alle domande mandava nello schermo alle sue spalle delle clip, registrate in maniera artigianale, della sua casa e del suo studio, dai suoi campionatori al suo tostapane, da un sinth alla sua tazza preferita, un modo diretto per farci entrare nel suo mondo, una sorta di vjing con mezzi di fortuna, forse un modo per rimarcare che oggi suono e immagine sono e devono essere un unico indivisibile.
A Tristano viene chiesto come ha cominciato ad avvicinarsi al mondo dell’elettronica pur venendo da quello della musica classica, la sua risposta è più diretta che mai, egli afferma che la musica elettronica è l’ultimo genere musicale creato dall’uomo e che lui non avrebbe potuto fare a meno di prendervi parte. Una delle sue affermazioni più interessanti riguarda il paragone tra il pianoforte e il sintetizzatore, Tristano considera il piano come un sintetizzatore, anche nel piano si possono cambiare dei parametri per farlo suonare in modo diverso dal solito, questo effetto può essere anche amplificato e potenziato con strumenti analogici dedicati.
I temi trattati nella conferenza hanno spaziato dai progetti in corso dei due artisti al futuro della musica elettronica e non solo, ci sarebbe bisogno di un articolo solo sulla conferenza cosa che potrebbe essere realizzata a breve.
Alle 21:00 uno dei momenti più attesi della programmazione, l’anteprima nazionale di “The Trip” live di Jeff Mills, il raffinato dj-producer crea dal vivo la colonna sonora per un lungometraggio costituito da spezzoni estratti da oltre sessanta film scientifici, il tema è il viaggio verso nuovi mondi, verso lo spazio. La location è impareggiabile, la Mole Antonelliana, sede del Museo Nazionale del Cinema di Torino, un simbolo della città, un posto dal fascino misterioso che viene potenziato da elementi scenografici provenienti da pellicole di culto. L’effetto è surreale e in concomitanza con i video e i suoni di Mills è totalmente straniante. Il set è composto dal classico setup audio di Mills cioè 3 lettori cd + mixer + 909, in più c’è la componente video, due lettori dvd + mixer Edirol v4 con tre monitor uno di preview per ogni lettore e uno di preview per l’output. Vedere lavorare Mills è sempre spettacolare, la cura minuziosa con la quale agisce sui comandi delle sue apparecchiature e con la quale modula i suoni è esemplificativa della sua classe. Il prodotto finale è di grande qualità il lungometraggio è un mix di footage sul tema dello spazio, il gusto è decisamente anni 70, la colonna sonora è evocativa e la sincronizzazione audio-video è degna dei migliori video performer.
Mills lavora principalmente sull’audio ma in alcuni momenti si dedica anche all’applicazione di piccoli effetti live sul video (strobo, colorize) e alla creazione di loop che utilizza poi mixandoli con il flusso video.
Non è la prima volta che Mills si cimenta con imprese del genere infatti ha già realizzato la nuova colonna sonora per Metropolis di Fritz Lang. La performance non può che confermare la grandezza di questo artista che, oltre a portare avanti con grande passione la tradizione della scena elettronica di Detroit, non ha paura di impersonare nuovi ruoli.
La serata continua in un Supermarket colmo di gente dove Laurent Garnier ci fa toccare il suo Tales of a Kleptomaniac, l’esperienza è totalmente avvolgente, il sound di uno dei massimi rappresentanti del french touch, emerge da una mescolanza di techno, house e rap. I beats si fondono con stile jazz, sensuali voci femminili e il sax di Philippe Nadaud donano raffinatezza e completezza al tutto, ma non mancano derive dark, infatti dalle sonorità jazz si arriva in un attimo alla dubstep e poi ancora alla techno.
La notte del Supermarket continua con il dj set di Angel Molina, il suono della Spagna riscalda il popolo dello stato di indepen/dance.
Il sabato comincia alle 16 con la conferenza “Music in Mooltimedia” tra i relatori: Alessio Bertallot, che ci parla dell’importanza dell’utilizzo del web per rendere più attuale uno tra i media più classici, la radio; Tez, creatore del progetto Optofonica, che ci presenta alcuni tra i lavori più interessanti del suo collettivo di base ad Amsterdam e Scanner che presenta, con grande simpatia ed ironia, uno showcase dei suoi lavori dell’ultimo anno, dalla creazione di applicazioni per iPhone al progetto realizzato in collaborazione con gli studenti del corso di sound design dello IED di Milano.
Alla conferenza segue la performance degli studenti dello IED e poi il live audio-video di Filastine, una critica audiovisiva alle derive della società industriale, un live dove convivono, per la componente audio, elettronica e percussioni, voce e sintetizzatori, mentre per la parte video, illustrazione grafica vettoriale e footage, la performance si conclude con gli artisti che suonano tra il pubblico dello splendido Teatro Gobetti.
Giusto il tempo di una cena a base di agnolotti e di un “bicerin” ed è già tempo della serata di chiusura “Contemporanea-Mente” al Lingotto Fiere. All’entrata nel padiglione l’impatto è di grande effetto, il palco è al centro della sala ed è sormontato da tre schermi di grandi dimensioni, si tratta della bandiera digitale con i colori dello STATE OF INDEPEN/DANCE.
Alla concolle dj Pierre propone un suono techno duro ed incalzante che scuote e fa ballare i migliaia di presenti.
Dopo Pierre è la volta di Jeff Mills che ci regala un set da maestro, tre deck + 909, la storia della techno music vive nella mente e nei suoni di questo indiscusso maestro della musica contemporanea, il suo suono non vuole mai ostentare nulla che non sia puro ritmo, nessun colpo di testa o espediente per stupire il suo pubblico, Mills produce semplicemente musica di qualità.
In contemporanea a Mills suona nella più piccola ed intima Sala rossa Nathan Fake, anche il suo live è di ottima qualità, totalmente diverso da quello del padiglione, le melodie lisergiche dei primi album sono oramai solo un ricordo per Nathan, il suono acid rimane ma le battute sono quelle della techno, i suoi ritmi asincroni entusiasmano i “ricercatori di intimità” della Sala rossa.
Chiude la serata Carl Craig, tranne l’attacco un po pretenzioso, d’altronde suonare dopo Mills non è facile per nessuno. Il suo dj set composto di remix di pezzi storici come In the Trees di Faze Action e di sonorità ricercate fa ballare il pubblico dello STATE OF INDEPEN/DANCE fino alle 6 del mattino, quando l’utopia di uno stato fondato sulla danza non può che perdurare nelle menti di chi a preso parte alla sua prima costituzione.
Jimmy Edgar
Carl Craig e Francesco Tristano
Jeff Mills "The trip"
Jeff Mills "The trip"
Jeff Mills "The trip"
More info: http://www.clubtoclub.it/


























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