Audiovisiva 2011 - Il report
Dopo le due anteprime all'Acquario Civico (Lucky Dragons) e al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia (Oval), ecco di nuovo in scena AUDIOVISIVA.
Edizione 2011, in quest'ultimo sabato di Maggio, ancora una volta nel suggestivo edificio liberty di Porta Vittoria: il Palazzo del Ghiaccio, “acceso” dal festival di ESTERNI, in collaborazione con Frigoriferi Milanesi e Open Care.
Nonostante l’intento sia sempre quello di dedicarsi all'esplorazione dei linguaggi espressivi contemporanei legati alla musica, all'immagine e all'interattività, c’è sempre da aspettarsi innovazione dalla “crew” degli organizzatori.
Quest’anno l’evento, condensato in un'unica giornata, ha visto aumentare la superficie a disposizione, lasciando al curioso pubblico, la facoltà di proiettarsi tra gli ampi spazi, girare, vagare, incuriosirsi, muoversi e interagire durante questa rassegna “crossmediale” che ogni anno miscela sperimentazione e intrattenimento, musica, arti visive e workshops.
Entriamo, le dimensioni da esplorare sono varie, così come sono vari gli spazi ricavati all'interno e all'esterno della location, tra cibi biologici e aperitivo in terrazza, ci spostiamo pian piano nella nuova area club, respirando da subito un’atmosfera resa insolita e seducente da una figura femminile che occupa il palco, MIA ZABELKA: noi la ammiriamo, lei ci “sfida” col suono del suo violino sperimentale e provocatorio. Note improvvisate, per orecchie attente e curiose, che somigliano a pennellate su una tela. Sublime.
Capatina al main stage, dove ritroviamo, senza bisogno di presentarlo, ARTO LINDSAY: sempre all'avanguardia, sempre a fondere stili brasiliani col rock, a cucire world music con incroci latini, bossanova con surfing. Peccato un pò per l'acustica (!)
E' ancora nell'area club (attratti chiaramente dai nostri gusti musicali), che ci lasciamo trasportare dal viaggio degli inglesi DEMDIKE STARE. Le contaminazioni del loro set sono multiple, visionarie e mutanti: un pò come mischiare musica da camera al dubstep. Precisi.
Ritorno al main stage, attratti dai geniali e surrealisti ARIEL PINK'S HAUNTED GRAFFITI, pop/rock californiano, molto attesi da cultori nostalgici e visionari. Peccato un pò per l'acustica (!)
Per la cronaca ci siamo persi i DAKOTA DAYS; i LA BLANCHE ALCHIMIE (in terrazza), gli EMERALDS e i beat danzerecci nell'area club, ma siamo certi che non ci perderemo mai nessuna edizione di AUDIOVISIVA.
- Antonio Oliva's blog







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