Dame Vivienne Westwood icona della fashion culture, del punk ha lanciato e sta portando in giro con passione e costanza il suo manifesto culturale. Beh penserete un'altra operazione di fashion marketing di successo! No io penso di no, almeno non solo questo.
“Manifest: Active resistance to propaganda” è la risposta della dama alla non-cultura di massa per cui l’arte e la cultura sono l’antidoto alla propaganda:
“Culture is the antidote to Propaganda; by 'culture' is meant intellectual culture”
Il manifesto ha lo scopo di incoraggiare intellettuali ed artisti a lottare contro la propaganda e l’autodistruzione e ci invita a non diventare vittime della nostra intelligenza:
“I make the great claim for my manifesto, that it penetrates to the root of the human predicament and offers the underlying solution. We have a choice: to become more cultivated, and therefore more human - or by not choosing, to be the destructive and self-destroying animal, the victim of our own cleverness”
Manifesto è sostanzialmente un topic molto contrastante: vuole essere un movimento di protesta che invita gli artisti a ribellarsi con l’arma della loro arte, qualunque essa sia. Ribellarsi esprimendosi. Il manifesto è un documento aperto e positivo ma allo stesso tempo può sembrare snob e sterile perché proviene da una delle più importanti icone delle moda ed attualmente del lusso.
Manifesto lambisce il radical chic, ma è radical e io lo capisco da un inglese:
“The most important thing about this manifesto is that it is a practice. If you follow it your life will change. In the pursuit of culture you will start to think. If you change your life, you change the world”
Può sembrare semplicistico, riduttivo, ma credo che gli inglesi siano molto diversi dagli altri europei quando si tratta di protestare. Gli studenti, i lavoratori francesi, italiani scendono in piazza, qui questo non capita mai. Storicamente gli inglesi sono il popolo delle rivoluzioni silenziose e culturali, raramente popolari. Qui la protesta parte, e spesso resta, nella classe istruita, tra gli artisti. E Dame Vivienne in questo è, come sempre, molto coerente. Lei fa moda e il suo modo di protestare è sempre stato attraverso lo stile:
“I don't feel very comfortable defending my fashion except to say that people don't have to buy it. You do have to consume. You have to live. If you've got the money to be able to afford it, then it's really good to buy something from me, but don't buy too much. I think stamped-out clothing is just for clones and I think that everybody looks terribly miserable. Fashion is life-enhancing and I think it's a lovely, generous thing to do for other people.”
La collezione Manifesto l’ho vita l’altro giorno da Liberty, simpaticissime shirt colorate, molto punk…
In sostanza il manifesto è un bel sito internet ed una serie di talk e conferenze in giro per istituzioni culturali scuole e musei in Uk dove Vivienne legge e discute delle sue idée cultural-rivoluzionarie e dibatte con l’audience
Il testo del manifesto è in forma di testo teatrale ed è la visione della protesta e dell’arte da parte di questi sei personaggi tra loro Alice ne paese delle meraviglie, il Pirata Progresso, Aristotele, Pinocchio...
Alquanto surreale ma di ispirazione…
Il sito:

























