sonar2009-day1

Il 18, 19 e 20 giugno si è tenuta a Barcellona la sedicesima edizione del Sónar - International Festival of Advanced Music and Multimedia Art. Durante i tre giorni e due notti di festival si sono esibiti, di fronte ad un pubblico di 74.481 persone, i migliori artisti elettronici della scena mondiale. Data l'enorme quantità di esibizioni seguite e l'altissima qualità delle stesse, abbiamo ritenuto opportuno dividere il report del festival in giornate, di seguito il report e le foto della prima giornata, nei prossimi giorni saranno online i report delle altre giornate.

 

Sonar Day 1

Più si ci avvicina alla zona del Macba, location del Sónar by Day, più il fermento aumenta, Barcellona, città già di per se movimentata, sembra impazzita, migliaia di persone colorate e allegre si dirigono verso la zona del festival.

Il nostro Sónar comincia verso le 16:30 quando arriviamo al SónarVillage, il main stage, alla consolle c'è The Wizard, alias Jeff Mills, quale miglior benvenuto, le sonorità di uno dei maestri del djing sono perfette per la sitauzione, il sole illumina la folla che balla sorridente, l'atmosfera è davvero piacevole.

Dopo esserci fatti irradiare dal sole e avvolgere dalle sonorità del mago Mills, ci dirigiamo verso SónarHall, si scende nel sottosuolo, livello -1 del Macba, l'atmosfera è totalemente diversa, più cupa e nebulosa, sul palco invece di una consolle o di strumenti musicali classici, ci sono cinque strane macchine, quattro sono simili ad avveniristici strumenti a fiato e una è simile ad un tamburo.
Pochi minuti dopo si accomoda al suo laptop Jon Hopkins che comincia ad utilizzare le "strane macchine" per dar vita ad una sorta di sinfonia post contemporanea, quelli che sembravano stumenti a fiato, in realtà sono strumenti a corda animati da pompe pneumatiche e congegni elettromeccanici, i suoni prodotti sono quelli di viola, violoncello e violino.
Il live di Hopkins è etereo e rilassante, qualcosa di inaspettato, infatti lascia stupiti tutti i presenti che ammirano il nuovo modo di produrre musica e la bravura del musicista.

Quelle che fin ora ho chiamato "strane macchine" altro non sono che Soundclusters 2, le ultime creature di Roland Olbeter, visionario artista tedesco, che annovera La Fura dels Baus tra le sue collaborazioni.

Al termine della performance di Jon Hopkins tocca a Tim Exile il compito di cimentarsi nel suonare, o far suonare, Soundclusters 2, l'aproccio è diverso da quello di Hopkins, Tim ci presenta le macchine fa qualche battuta e poi si mette all'opera.
Dirige i suoi musicisti cibernetici, non con una bacchetta ma con un controller midi, dopo una prima parte nella quale utilizza esclusivamente Soundclusters, Tim Exile integra i suoni degli archi con quelli prodotti dal suo laptop e dai suoi campionatori, l'effetto sulla sala è notevole, si comincia a ballare, Tim canta e usa un joystick per modulare i suoni, lo show soddisfa pienamente il pubblico.

Mentre pensavamo fosse tutto finito, sul palco viene posizionata una nuova consolle, è quella di Jon Hopkins, questa volta senza Soundclusters, si esibisce nel suo live, dimostrando che tutto quello che si dice di lui in giro è vero, la sua musica è allo stesso tempo dura ed elegante, melodie dolci si intrecciano con beat veloci ed implacabili, il tutto viene modulato in real time con due controller touch ( penso Korg KAOSS Pad ), davvero una splendida performance.

Soddisfatti degli spettacoli nella SónarHall ci dirigiamo verso SónarDome dove Red Bull Music Academy presenta i suoi artisti più interessanti, quando arriviamo in consolle c'è Debruit che spazia dall'hip-hop all'elettronica e fa davvero divertire il suo pubblico.

Un salto al SónarVillage è d'obbligo la Ghostly International festeggia i dieci anni con uno showcase dei suoi artisti migliori, sul palco c'è Lusine con un ottima elettronica dai toni morbidi.

Per completare l'intero tour del Sónar de Dia non possiamo non visitare SónarComplex dove si esibisce Filastine, purtroppo c'è fila all'ingresso, la venue ha una capacità limitata, riusciamo a sbirciare i video e ad origliare qualcosa fin quando finalmente entriamo, il sound di Filastine è bello carico di bassi, ma non mancano le ritmiche etniche, oltre all'elettronica il set si avvale di un violoncello e di una vocalist, il tutto è completato dai visuals che vanno dall'illustrazione alle trame minimali costituite di sole linee in bianco e nero.  

Abbiamo cercato di raggiungere nuovamente SonarHall per i Konono Nº 1 ma non c'è stato verso di entrare, dopo l'originale esibizione di Institut Fatima (SonarComplex) ci godiamo un'altro po di Ghostly International con Michna + Raw Paw dove l'elettronica si fonde con batteria e tromba.

Per concludere la prima giornata di Sonar facciamo un salto alla Terrazza dell'Hotel Pulitzer per una Estrella Damm.

 

Sonar by DaySonar by Day

 

People Sonar 2009People Sonar 2009

 

Jon Hopkins play SoundclustersJon Hopkins play Soundclusters

 

Tim ExileTim Exile

 

Tim ExileTim Exile

 

Jon Hopkins Jon Hopkins

 

AtomAtom

 

Area prensaArea prensa

 

Area prensaArea prensa

 

FilastineFilastine

 

FilastineFilastine

 

Terrazza Hotel PulitzerTerrazza Hotel Pulitzer

 

 

 

 

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