Sónar 2009 - Il report / Day 3

Terzo e ultimo giorno di Sónar 2009: dopo un venerdì intenso di musica no-stop, raccogliamo le nostre forze e  coraggiosi ci rechiamo al MACBA. Il Sónar de Dia continua ad essere un’esplosione di colori e sorrisi, nonostante ci siano meno persone degli altri giorni (colpa della lunga notte precedente). C’è il sole ma non fa tanto caldo, c’è un piacevole venticello, si balla in costume e pareo ed ovunque è uno sventolare di abanicos (ventagli) multicolore.

Oggi ci dedichiamo ai workshop, e alla parte del Sonar un po’ più “professionale”.
Alle 17:00 nell’area dedicata ai demo, Pioneer presenta DVJ Clinic featuring Geordi Lafunk, al centro dell’attenzione è il nuovo SVM-1000 4-Channel Audio and Video Mixer, uno dei prodotti più avanzati per le performances audio-video. Geordi Lafunk presenta le cartteristiche di SVM-1000 e poi ne dimostra le potenzialità con un piccolo live.

Rimaniamo all’interno del MACBA  per il live di Ebony Bones, vera star di questo ultimo giorno di Sónar de Dia, sicuramente uno dei concerti più belli di tutto il festival.
Colori sgargianti, parrucche colorate e vestiti di scena trendy. Uno spettacolo incredibile per gli occhi, oltre ad una performance musicale interessantissima per il modo così originale e innovativo che questa artista stravagante ha di combinare rock, elettronica e influenze tribali. Una leonessa “tremenda” come recita la presentazione del Sonar, che ci ha fatto divertire e ballare con la sua grinta, nonostante il caldo terrificante della Sonar Hall strapiena.

Alla fine del concerto cerchiamo di andare all’esterno ma per caso ci troviamo nuovamente nell’area demo dove tutto è pronto per Red Bull Music Academy featuring Carl Craig. Dopo una breve chiacchierata introduttiva, il dj/produttore di Detroit, ci mostra il processo con il quale confeziona i remix che utilizza nei suoi acclamati live, noi lo abbiamo visto a Bloc 2009.
Il software che utilizza Craig è PeakPro 6, per la sua logica intuitiva, Peak permette di estrarre in modo veloce i campioni che servono all’artista per creare il remix al quale sta lavorando. Il processo di creazione sembra così semplice, quasi un gioco da ragazzi, i campioni si dispongono quasi da soli manipolati da Craig, il risultato ottenuto in pochi minuti è di ottima qualità.

Dopo una breve sosta per riprendere fiato nella zona stampa, ritorniamo al Sonar Village dove assistiamo allo show case di Ed Banger (Gazpashow!) e restiamo favorevolmente colpiti dai dj che si alternano sul palco, tra i quali James Pants che mette in scena un live ironico e davvero divertente, la qualità della sua musica è influenzata positivamente dalla sua simpatia.
Nella Hall ha inizio, lo showcase della Raster Noton ma avendo già visto recentemente all’opera gli artisti dell’etichettà nell’ambito di Dissonanze 09 optiamo per una siesta prima della notte.

Il “dia” volge al termine, giusto il tempo di prepararci per la serata e partiamo con la navetta del Sonar per la seconda ed ultima notte di musica.

Sónar de Noche

Arriviamo giusto in tempo per il live degli Animal Collective, uno dei più attesi del festival.
I ragazzi di Baltimora sono ipnotici come sempre, dai pezzi del nuovo album a classici del passato, hanno la capacità di trasportarci in una dimensione parallela.
Senza interruzioni i brani si fondono gli uni negli altri,  in un percorso sonoro emotivo, tra controcanti, percussioni, distorsioni. Il loro live è così intenso ed impegnativo che dovrebbe durare forse un po’ meno.
Andiamo via, infatti, leggermente prima del termine, per non perderci almeno una parte dello spettacolo di Fever Ray che si esibisce al SonarPub. Dalla psichedelia analogica degli Animal Collective passiamo alle atmosfere cupe ed intimiste dell’artista svedese. Il palco ha subito una trasformazione, ci sono degli abat-jour  che segnano le postazioni dei musicisti, laser solcano il cielo, i musicisti sono truccati e mascherati come a richiamare riti ancestrali, la performance è sicuramente di grande effetto e completa la proposta musicale di ottima qualità.

Nel dirigerci verso SonarClub, passiamo per il SonarLab dove suonano Dan le Sac vs. Scroobius Pip con il loro hip hop sperimentale.

Il Sónar è innovativo proprio in questo, perché anticipa mode e tendenze musicali. Perché guarda al futuro della musica e questo futuro è nella contaminazione di generi, nella nascita di nuove forme e nel ritorno di un passato riadattato in base alle esigenze di oggi.

Ma è giunto oramai il momento di uno degli spettacoli più attesi di tutto il Sónar 2009, gli Orbital sono tornati, Paul e Phil Hartnoll nuovamente sul palco per regalare nuove emozioni ai loro fan, è un momento da non perdere, da solo varrebbe l’intero festival.
Sul palco ci sono decine di strumenti, da sintetizzatori di culto ai più tecnologici strumenti digitali,  il  live ha inizio, gli Orbital ripropongono i loro pezzi storici, è come fare un salto indietro nel tempo nella storia della musica elettronica, anche i visuals sono gli stessi delle vecchie performances, proiettati su pannelli mobili.

E’ la volta dei Crystal Castle, un disastro, per i problemi all’impianto causati dall’incompetenza dei loro tecnici o dallo stato abbastanza alterato di Alice. Tale incompetenza, o tale alterazione, ha trasformato uno dei live più interessanti del Sonar in una performance terribile, inesistente direi, che si è conclusa con un tentato stage diving della cantante e una sua rissa con i tecnici di palco. Che delusione!

Dopo aver danzato, ancora delusi e scioccati, al dj set dello storico Jeff Mills torniamo al SonarClub dove inizia in leggero ritardo il live di Moderat, se a Dissonanze 9 il loro live ci è sembrato ancora un po acerbo, qui i Moderat danno il meglio di loro, sarà merito dell’effetto Sonar, il beat è veloce e serrato, la sincronia tra gli artisti sul palco Moderat + Apparat + Pfadfinderei (visuals) da vita ad una performance spettacolare.

Dopo i Moderat ad esibirsi sul palco centrale è DeadMau5,  un intro di forte impatto da il via ad un live techno potente e allegro, una maschera a forma di enorme testa di topo con l'interno illuminato, rende inconfondibile l’aspetto dell’artista, ma è il tatuaggio che DeadMau5 porta sul braccio che parla chiaro sulla personalità di questo personaggio, si tratta di una forbice che taglia un tratteggio, forse si crede davvero un cartone animato?
Il setup dell’artista è avveniristico, ci sono tutti gli strumenti che un musicista elettronico vorrebbe avere, Ableton Live viene controllato da Lemur e Mononme, in più un mixer xone rende il live più vicino ad un djset. I visual sono tutti sviluppati intorno al personaggio che DeadMau5 sta costruendo nota dopo nota, live dopo live.

Felicemente esausti andiamo via, il Sónar è finito lasciandoci pieni e soddisfatti per quello che abbiamo ascoltato, visto, conosciuto e con uno stimolo ed una spinta in più ad allontanarci dagli standard, ad ricercare e conoscere.
Al rientro ascoltiamo gli artisti che abbiamo scoperto e che ci hanno colpito, nell’attesa del prossimo Sonar e di quello che ci porterà.

 

Di Sara Ferraiolo e Giuseppe Guariniello

 

 

people sonar 2009

People Sonar 2009

 

Ebony BonesEbony Bones

 

Ebony BonesEbony Bones

 

Ebony BonesEbony Bones

 

Carl Craig - Redbull workshopCarl Craig - Redbull workshop

 

Carl Craig - Redbull workshopCarl Craig - Redbull workshop

 

James PantsJames Pants

 

OrbitalOrbital

 

Jeff MillsJeff Mills

 

Jeff MillsJeff Mills

 

sonar2010

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