Digital Life?
In Digital Life la ricerca tecnologica si fonde con l'arte, lo spazio ed il tempo vengono reinterpretati da maestri della nostra epoca. I termini "digitale" ed "analogico" perdono il loro significato convenzionale, ad esempio nell'opera di Julien Maire cosa può essere considerato digitale? I pezzi di pellicola che sono il contenuto di una proiezione digitalizzata in Exploding Camera. E cosa analogico? I bit puri che vengono proiettati da una lente analogica in Low Resolution Cinema. I lavori di Julien Maire sembrano provenire da un futuro post-digitale dove la tecnologia, come la conosciamo oggi, esiste in forma archeologica. Le sue opere sembrano uscire da romanzi di fantascienza dove i protagonisti cercano di estrarre dati da memorie digitali di un passato oramai andato perduto.
Cosa c'è di digitale nell'installazione Matrix II di Erwin Redl? Di certo non gli elementi utilizzati per la sua realizzazione, semplici LED (Light Emitting Diode), solo che le nostre menti interpretano come digitale uno spazio sezionato in maniera perfetta, lo vedono come una matrice, ma in fondo le matrici sono state pensate dall'uomo per semplificare la natura al fine di comprenderla.
Anche Ondulation di Thomas McIntosh con Emmanuel Madan e Mikko Hynninen è un installazione che di digitale forse ha solo il metodo di produzione del suono. Nell'opera il suono viene reso visibile grazie all'acqua e ad un sistema di luci e riflessi. La superficie di una vasca d'acqua viene fatta vibrare da due speaker posizionati sotto di essa, le onde prodotte vengono riflesse su di uno schermo grazie ad un sistema di luci. Elementi di una semplicità disarmante, utilizzati in modo geniale, riescono a carpire il senso più profondo del termine sinestesia: in Ondulation si può vedere il suono e sentire l'immagine.
L'installazione Life - Fluid, Invisible, Inaudible di Ryuichi Sakamoto e Shiro Takatani è un eterno rimando tra digitale e analogico. L'acqua elemento vitale per l'uomo viene utilizzata in forma liquida e gassosa come elemento capace di materializzare i mondi digitali ideati da questa coppia d'eccellenza. Atmosfere rarefatte nascono dalla sinergia tra suono, immagine in movimento e ambiente artificiale, dando origine ad un opera polisensoriale.
La performance live del maestro Sakamoto, durante l'inaugurazione, ha reso ancor più onirica l'installazione, avere uno dei più illustri rappresentanti della musica contemporanea a pochi passi, all'opera con il suo laptop, equipaggiato con MaxMsp controllato tramite OSC dall'iPhone, non è un esperienza che capita di sovente nella vita. Fanatismo a parte l'ora circa di live ha incantato il pubblico, sospingendolo in un regno tra l'immaginario e la realtà, tra digitale ed analogico, tra continuo e discontinuo.
Si entra nel mondo del digitale puro quando si entra nella sala dell'AVIE con le realtà immersive create da Jeffrey Shaw, Ulf Langheinrich, Michel Bruyère. L'Advanced Visualization and Interaction Environment è il primo sistema di realtà immersiva realizzato per fini artistici. Il fruitore dell'opera è totalmente immerso in un esperienza audio video grazie ad un sistema di 12 proiettori che proiettano su un cilindro dal diametro di 10 metri, dando origine ad una esperienza di visione a 360°. Oltre al flusso video, l'audio è prodotto da un sistema di sonorizzazione spaziale castom surround a 12.2 canali, per un esperienza totalmente straniante.
Allora forse il termine "digital" può trarre in inganno, può essere, infatti, poco adatto per definire quello che si vede nello spazio de La pelanda, quello che gli artisti in mostra fanno è solo rendere con il loro lavoro più comprensibile alla massa quella che è la realtà che ci circonda. Il fil rouge che accomuna le opere in esposizione non è l'utilizzo del digitale o delle "nuove tecnologie" ma la re-interpretazione delle nostre DigitalLife al fine comprenderne il senso. D'altronde lo stesso Richard Castelli nel presentare il suo lavoro ci suggerisce una chiave di interpretazione che non andrebbe snaturata:
"DigitalLife sarà l'occasione di proporre una visione decomplessata del Futuro: senza ingenuità ma senza gravità. Un Futuro accettato". (il curatore, Richard Castelli)
Mentre in passato era compito di artisti e scrittori, da Jules Verne a William Gibson, immaginare nuovi mondi, oggi il lavoro degli artisti e di rendere più comprensibile all'uomo la sua stessa opera, la realtà nella quale egli vive, la realtà che egli stesso ha creato, che divenuta così complessa da avere bisogno di essere rielaborata per essere compresa fino in fondo.
Ma al di là di ogni riflessione, DIGITAL LIFE è una rassegna sulla produzione artistica contemporanea di altissimo livello, un occasione unica per generare un processo di riflessione sul futuro, ma soprattutto sul presente. Un ottimo inizio per il nuovo spazio pubblico per l’arte e la produzione culturale contemporanea La pelanda, restaurato per la città dal Comune di Roma nell’area del Mattatoio a Testaccio su progetto di Zone attive.
La mostra, curata da Richard Castelli, è nata da un’iniziativa della Camera di Commercio di Roma, è ideata e organizzata da Fondazione Romaeuropa, realizzata con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e del Macro.
Julien Maire - Exploding Camera
Julien Maire - Low Resolution Cinema
Ondulation
Ondulation
Matrix II
Ryuichi Sakamoto Life
Ryuichi Sakamoto @ Digital Life
Digital Life
presso LA PELANDA – centro di produzione culturale
Mattatoio di Testaccio – piazza Orazio Giustiniani 4
da martedì a venerdì H16/24
sabato e domenica H12/24
INFOLINE: 060608
ingresso 6 euro, ridotto 4 euro
More info: http://romaeuropa.net/digitalife/
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