Lo zen e la musica elettronica: Buddha Machine 3
Il feticismo legato alla musica non è una novità, nell'ultimo decennio si è passati dal non potersi permettere un computer allo smontare degli stessi per costruirne di nuovi, di diversi; ma contemporaneamente, al fianco di macchine sempre più sofisticate, performanti ed infinitamente potenti, si assiste ad un riutilizzo di tecnologie che fanno della bassa qualità, del low-fi la loro forza.
Sempre più spesso si assiste a performance dove tecnologie oramai dimenticate o in disuso, vengono riutilizzate a causa del loro suono caratteristico, a causa degli errori che sono capaci di generare in modo casuale e imprevedibile oppure per la loro estetica retrò.
Altro filone ancora è costituito da coloro che fabbricano i loro strumenti programmando processori e assemblando circuiti in modo casereccio (do it yourself), non dimentichiamo che il primo computer Apple è nato in un garage.
Alcune di queste correnti sono state anticipate/percepite/elaborate e portate in giro per il mondo da due musicisti sperimentali di Beijing: Christiaan Virant e Zhang Jian. Il duo sotto lo pseudonimo di FM3, ha dato origine, nel 2005, ad uno dei fenomeni più interessanti, legati al mondo della musica ambient, degli ultimi anni: Buddha Machine.
Per chi non ne avesse mai sentito parlare, o avesse accantonato il loro ricordo in un angolo oscuro della propria cantina mentale, le Buddha Machine, sono degli apparecchi simili ad una radiolina portatile che emettono dei loop.
I loop contenuti dalle Buddha Machine sono composti con il Qin, uno strumento a sette corde che sembra essere il nonno degli strumenti cinesi, che produce sonorità profonde e armonie complesse.
Le Buddha Machine sono state utilizzate da FM3 come strumento performativo, se fatte suonare in contemporanea e per tempi prolungati, diventano dei veri e propri mini sound-systems che producono drones e armonie molto interessanti.
Ho visto esibirsi gli FM3 a Dissonanze 7 nel 2007 a Roma, la location era l'Aula Magna del Palazzo dei Congressi, vi assicuro che oltre all'effetto meditativo prodotto dai suoni delle Buddha Machine, vedere Christiaan Virant e Zhang Jian suonare semplicemente spostando le loro creature in posizioni diverse è davvero zen.
Considerando che il fenomeno si è sviluppato in modo rapido, si potrebbe presupporre che oramai potrebbe considerarsi spento, e invece sta per essere messa in vendita la terza generazione di Buddha Machine, che va sotto il nome di Chan Fang, traducibile in Zen Room.
Le nuove Buddha Machine hanno una qualità audio maggiore (12K) e suonano quattro extended loops, ora non ci resta che chiederci se queste nuove generative music device riusciranno ad attrarre ancora l'attenzione di cultori dell'elettronica quali Brian Eno, Blixa Bargeld e Mike Patton come hanno fatto le loro precedenti.
More info:
http://www.fm3.com.cn/
http://www.fm3buddhamachine.com/
http://en.wikipedia.org/wiki/FM3
Pre-order:
http://bleep.com/index.php?page=stock_details&releaseid=338


























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