Meet in Town 2010 - Il report

Meet in Town 2010 - Il report

Meet in Town 11 aprile 2010 Auditorium Parco della Musica di Roma, alle 18.30 il festival apre i battenti. Il primo appuntamento è nella Sala Risonanze con la performance audio-video dei Plaid, una coppia che ha fatto la storia della Warp Records. Il loro live come sempre è un mix di suoni perfetti, materici, di atmosfere oniriche, di sinth lisergici e di video in perfetta sinestesia con l'audio. I Plaid ti spingono sempre verso il tuo confine mentale che separa il sonno dalla veglia.

Dopo un inizio di tutto rispetto faccio un salto al Teatro Studio dove si esibiscono i Wild Beasts, la band che esce su Domino, propone un live interessante per gli amanti dell'indie rock, ma tra le 20:30 e le 21:00 ci sono davvero tante cose da vedere. Quindi sono costretto ad uscire per dirigermi verso il Foyer Petrassi dove Fulgeance suona il suo campionatore Akai da vero maesto, il suo groove è coinvolgente, se il pubblico del M.I.T. con i Plaid muoveva solo timidi passi, adesso balla senza timore. La performance di Fulgeance è in puro freestyle, i suoi campioni tra hip hop ed electro si fondono in un sound che scuote letteralmente il dancefloor.

Anche se Fulgeance sta facendo un live da non perdere, la curiosità mi spinge verso il Foyer Santa Cecilia per Murcof che propone una nuova versione di The Versailles Sessions, un live derivante dalla rielaborazione in stile morcofiana delle registrazioni di un ensemble di musicisti specializzati in musica barocca, impegnati con flauto, violino, viola da gamba e clavicembalo del XVII secolo.

Nel passaggio tra uno stage e l'altro diamo uno sguardo a quello che accade al Foyer Sinopoli dove Dam Funk propone la sua miscela di funk, hip-hop ed electro con tanto di mc.

Ma quello che mi attrae con più intensità avverrà tra pochi minuti nella Sala Sinopoli dove si esibisce la cupa, sofferente e straziata dalla vita Soap & Skin. Alcuni si meravigliano che una ragazza di appena 19 anni sia così cupa e che soffra di un mal de vivre degno di una donna che ha sofferto per tutta la vita. Forse quel qualcuno dimentica che è proprio a quell'età che i sentimenti sono forti e struggenti, e allora quello che dovrebbe stupire della diciannovenne Anja Plaschg, sono la sua capacità di stare sul palco con un piano un laptop e una orchestra, come se fosse un'artista che si esibisce da anni, nonchè la sua forza nel trasmettere emozioni.  

Interrompiamo con grande rammarico per correre letteralmente verso la Sala Petrassi dove va in scena  Santasangre con Sei Gradi - Concerto per voce e musiche sintetiche, uno spettacolo prodotto in collaborazione con Romaeuropa Festival che va in scena dal 2009 ma che non avevamo mai visto. La performance è un mix ologrammi, danza e suoni dai toni apocalittici, il tema è la distruzione dell'uomo a causa dell'aumento della temperatura del pianeta. L'effetto è davvero suggestivo, una donna insetto nasce cresce e muore accompagnata in scena da ologrammi i tre dimensioni.

Torno di nuovo correndo per non perdermi l'ultima parte di Soap & Skin e il mio sforzo viene ripagato con una fine concerto davvero emozionante, le urla ed i movimenti dell'artista divengono sempre più intensi in un crescendo che lascia quasi senza parole.

Dopo due spettacoli impegnativi per la psiche un pò di sana spensieratezza, e allora cosa di meglio che Daedelus al Foyer Petrassi, il suo live è adrenalinico, i suoi Monome sono pieni di pattern che vengono lanciati senza nessuna remore, il risultato è più di un'ora di sperimentazione totalmente live e un bella sudata per il dandy elettronico di Los Angeles.

Ma Meet in Town ha ancora molto da offrire, al Foyer Sinopoli i MetroArea fanno ballare un bel pò di gente mentre nello Spazio Risonanze c'è Hudson Mohawke, uno dei più giovani artisti Warp, che quest'anno ha fatto parlare parecchio di se con il suo post hip-hop, e ancora in contemporanea Jimmy Edgar al Foyer Santa Cecilia suona la sua electro facendo ballare anche il suo collega Tim Exile.

Concludiamo con Bugge Wesseltoft & Henrik Schwarz nella Sala Sinopoli, un live dove l'elettronica dialoga con i souni strumentali, una sorta di sfida tra analogico e digitale, devo dire che a livello scenico vince senza ombra di dubbio l'analogico, ma anche la parte digitale fa il suo dovere nella creazione di un live di gran classe.

E prima di andar via Daniele Baldelli con la sua Space disco ci accompagna fuori da un Auditorium fuori dalla norma. L'unico problema, se così lo si può chiamare, di questo Meet in Town, è stata la troppa musica di qualità in poco tempo, ma un dose di sana adrenalina di tanto in tanto non guasta.

 

 

Meet in Town è una produzione

MUSICA PER ROMA

in collaborazione con

SNOB PRODUCTION

 

 

More info: http://www.meetintown.com/2010/

 

Articoli correlati:

M.I.T.: i nuovi scenari digitali degli Animal Collective

MIT 3 - Mira Calix + Planningtorock - Il report

Meet In Town, al via la terza stagione