urban art

outdoor

“Roma è un cimitero che scoppia di salute” recita uno dei poster attaccati sulle mura di una strada della Garbatella. E bisogna pure che le culture sotterranee vengano alla luce, nonostante la difficoltà che c’è ancora oggi di considerare la street art una forma d’arte da valorizzare e non un semplice atto di vandalismo.

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Il primo giorno di Belvedere ha inizio con il convegno "Visual Magazine: cosa sono e come funzionano", nell'aula magna della sede dello IED di via Alcamo, gremita di design addict, dopo un saluto di Benno Simma direttore dello IED Roma e di Luigi Vernieri, direttore del festival.

belvedere

Se è vero che magazines come Rojo, Colors, Eye Magazine, Lemon, Belio hanno contribuito enormemente alla nascita della visual culture contemporanea.
Se è innegabile che l'attività di sensibilizzazione verso le nuove correnti del graphic design, della fotografia e più in generale della sperimentazione visiva avviene per opera di questa nuova generazione di editoria creativa.
Il punto di forza di questa sempre più grande famiglia di trends magazines è la logica bottom-up che, essendo totalmente contraria a quella dei media mainstream come la televisione (top-down), da la possibilità al talento dei giovani artisti di venir fuori e di dettare i trends che guidano le scelte visive della quotidianità.
Se è indubbio che l'attività di innovazione di questo tipo di editoria è globalmente riconosciuta da art director, galleristi, musei e case di moda che attingono a piene mani dalle loro pagine.
Allora possiamo affermare che Belvedere - 1st International Visual Magazine Fefe'stival che si tiene in questi giorni a Roma (9-10-11 ottobre) è un evento da non perdere.

arteurbano-head

Il 6 e 7 settembre a Huesca (Spagna) ha avuto luogo il primo Festival ARTEHURBANO, organizzato dall’associazione “El Almacén de Ideas” e che vedrà coinvolte diverse discipline relazionate alla street-art : musica, graffiti e installazioni.

urban beauty show

« Dipingere sui muri era un modo di boicottare l'arte convenzionale. Agli inizi, ero una mente ribelle. Lo trovavo più emozionante perché proibito dipingere sui muri mi permetteva di essere libera, era illegale e non censurabile. Inoltre è una sfida: ogni volta che dipingo una parete c'è il rischio di vedere il mio lavoro cancellato. Poiché mi piace muovermi e entrare in contatto con la gente, preferisco disegnare in strada, in modo da rendere la mia arte accessibile a più persone possibili »