Teatro Palladium
Dal 26 al 29 gennaio 2012 Santasangre in Bestiale Improvviso_sovrapposizione di stato, l’ultima tappa del progetto indagine iniziato nel 2009 con Framerate 0 e maturato attraverso due esperimenti, tre ipotesi e Bestiale Improvviso presentato al Romaeuropa 2010. Il collettivo romano offre un’esperienza percettiva giocata tra soggettività e oggettività di corpi-materia generatori di energia altra.
Il termine Big Bang si riferisce generalmente all'idea che l'universo iniziò ad espandersi a partire da una
condizione iniziale estremamente calda e densa e che questo processo di espansione è durato per un intervallo di tempo finito e continua tuttora.
Se partiamo da questa definizione, il teatro contemporaneo, in continua evoluzione e cambiamento, vive oggi un suo "Big Bang".
Ad accogliere e racchiudere le principali espressioni di questa artistica evoluzione, è il Teatro Palladium, un vero e proprio laboratorio culturale nel cuore di Roma, location più che appropriata a coinvolgere la totalità delle arti sceniche, uscendo dai confini del teatro tradizionale.
“Roma è un cimitero che scoppia di salute” recita uno dei poster attaccati sulle mura di una strada della Garbatella. E bisogna pure che le culture sotterranee vengano alla luce, nonostante la difficoltà che c’è ancora oggi di considerare la street art una forma d’arte da valorizzare e non un semplice atto di vandalismo.
Bailaor di origine sevillana, Galvan è ritenuto oggi uno ballerini più innovativi e carismatici nel panorama del flamenco contemporaneo.
Più di un tradizionale spettacolo di flamenco, la performance di Israel Galvan è un percorso all’interno dell’anima stessa della cultura spagnola: Israel parte dalla tradizione, mantiene un legame fortissimo con essa, la rispetta, ma allo stesso tempo ne stravolge i canoni dando vita ad un’opera quanto mai attuale e originale.
Uno spettacolo di cuore, di stomaco, di voce. Uno spettacolo cupo, intenso, forte che riempie a piene mani testa e anima.
Ingiuria è dedicato a questo sentimento arcaico in un percorso poetico e sonoro che attinge al folclore e agli archetipi e spazia dall'ingiuria biblica intesa come imprecazione e offesa alla parola di Dio, fino all'ingiuria intesa come offesa dell'onore, del sentimento e dell'idea che ognuno ha di sé.
L’opera di Caterina Sagna non può essere definita semplicemente uno spettacolo di danza, né un’opera di teatro danza, né metateatro. E’ una forma inedita di spettacolo che spazia tra le mille sfaccettature di entrambe le arti e dell’esperienza umana con ironia e acuto umorismo.
E’ uno spettacolo dai colori accesi, i costumi di seta e dalla musica coinvolgente.
E’ un’opera che fa sorridere, lasciando increduli e allo stesso tempo compiaciuti gli spettatori, che si trovano inaspettatamente ad essere parte attiva della performance.






















