William Gibson @ Letteratura festival - Trasparenza come antitesi dell'oblio
In occasione dell'uscita in Italia del suo ultimo libro "Guerreros" William Gibson il 27 maggio 2008 ha preso parte a Letterature 2008 - Festival Internazionale di Roma, giunto alla VII edizione.
L'intervento di Gibson, preceduto dalla lettura di alcune pagine tratte da "Guerreros" di Claudio Santamaria accompagnato dalle musiche di Martux, è stato totalmente estraneo alla presentazione del suo ultimo lavoro letterario.
Gibson indroduce, da subito, il concetto di cambiamento/evoluzione, fil rouge del suo discorso, perchè afferma: "la Roma del Ventunesimo secolo (...) un posto che non ho avuto il piacere di visitare prima d’ora" e al contempo di dice di averla vista da giovane in una delle sue versioni precedenti nei panni di un uomo più giovane.
Il discorso del padre del termine cyberspazio affronta i temi della memoria e delle tecnologie di informazione come antidoto dell'oblio e come mezzo per raggiungere la trasparenza.
Gibson introduce l'argomento tracciando in breve l'evoluzione dei mezzi di comunicazione e di memorizzazione dei dati (pixel) partendo dai primi pittogrammi prodotti dall'uomo delle caverne per arrivare fino ai blog, ai processi di mappatura e ai motori di ricerca.
"Il tempo si muove in una direzione, la memoria in un’altra, e noi siamo impegnati a costruire artefatti per contrapporci all’inarrestabile flusso dell’oblio. In realtà, ci contrapponiamo al flusso del silenzio".
Le tecnologie e le modalità di memoria si evolvono in maniera autonoma secondo la propria direzione, i cambiamenti profondi che scaturiscono dall'innovazione tecnologica sono spesso del tutto involontari e i cambiamenti sociali sono tecnologicamente determinati.
"Guidati da un sempre più rapido incremento della potenza di computer e connessioni, e dal contemporaneo sviluppo dei sistemi di sorveglianza, stiamo avvicinandoci a uno stato teorico di assoluta trasparenza dell’informazione, in cui lo scrutinio “orwelliano” non è più un’attività gerarchica, dall’alto in basso, ma un’attività resa nuovamente democratica. (...)
Questo frutto del sistema emergente sembra un risultato inevitabile della migrazione di qualsiasi cosa noi facciamo con l’informazione verso quello che una volta chiamavamo cyberspazio (e che adesso chiamo “qui”)".
Il sistema non sarà gerarchizzato, la raccolta e la gestione dell’informazione non sarà gestito da un centro di controllo, ciò potrebbe portare alla trasparenza:
"La trasparenza è assenza del silenzio e dell’oblio".
"Nell’epoca della comparsa del blog e delle notizie che arrivano in rete sfuggendo a ogni controllo, le verità potranno essere già rivelate o essere destinate a venire alla luce prima o poi. È qualcosa che vorrei sottoporre all’attenzione di ogni uomo di stato, leader politico e dirigente d’azienda: il futuro, alla fine, vi porterà allo scoperto. Non riuscirete a mantenere i vostri segreti. Il futuro, maneggiando strumenti di trasparenza inimmaginabili, l’avrà vinta su di voi.
Alla fine, quello che avrete fatto sarà sotto gli occhi di tutti".
Tuttavia la distopia orwelliana di una sociatà controllata non è stata tuttavia scongiurata, anche se il sistema informativo non sarà centralizzato e i punti di vista saranno molteplici, ciò non vorrà dire che non possano essere controllati grazie a false informazioni o da cospirazioni.
Raccomandandoci di tenere ben presenti queste sue osservazioni Gibson chiude dicendo:
"Ma i miei sogni più grandi sono sempre stati quelli della trasparenza, della conservazione della memoria e della fine del silenzio".
Il sito del festival:
www.festivaldelleletterature.it
Il testo completo letto da gibson:
www.festivaldelleletterature.it/2008/inedito.asp?lang=it&testo=129
Il sito ufficiale dell scrittore:
www.williamgibsonbooks.com


























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