ryoji ikeda perform datamatics [ver. 2.0] @ notte digitale
Ryoji Ikeda rappresenta la massima espressione del filone minimale dell'arte audiovisiva. Collaborazioni con il musicista Carsten Nicolai ('cyclo.'), con l'artista Hiroshi Sugimoto e con l'architetto Toyo Ito sono la testimonianza della sua importanza nel panorama dell'arte contemporanea.
L'undici ottobre, nell'ambito dell'evento "Notte Digitale" di Romaeuropa Festival, Ikeda ha portato in scena datamatics [ver.2.0] la nuova versione del suo acclamato concerto audiovisuale.
Gli ambienti postindustriali delle Officine Marconi ospitano il timido Ryoji che si prepara alla sua esibizione, dal suo viso non trapelano espressioni che possano far comprendere il suo stato d'animo, d'altronde il suo essere giapponese non emerge solo nella sua arte.
Quando la sala si fa buia ed entriamo vengo colpito da una scarica di suoni che mi fanno sobbalzare, è l'inizio di una performance che anche se costituita di micro-suoni ultrasonici e visuals creati a partire da elementi minimi e forme semplici riesce ad indurre stati d'animo profondi e sconfinati.
"Usando dati puri come una fonte di suono e di visuals, datamatics miscela rappresentazioni astratte della materia, del tempo e dello spazio in una potente e mozzafiato opera che vuole esplorare le potenzialità di percepire l'invisibile varietà di dati che permea il nostro mondo.
Per datamatics [ver.2.0], Ikeda ha sviluppato significativamente la versione precedente della sua opera (datamatics [prototype] marzo 2006), aggiungendo una nuova seconda parte . Guidato dal principio primario di datamatics, ma destrutturando i suoi elementi originari - suono, visual e codici sorgenti - questo nuovo lavoro da vita ad una sorta di meta-datamatics.
Ikeda impiega la programmazione e la scansione di dati in real–time per creare una sequenza estesa che è un'astrazione e un proseguo dell'opera originale. La tecnica dinamica della composizione in concomitanza con il velocissimo frame rates e la profondità dei bit continua a sfidare ed esplorare le soglie della nostra percezione". (dal sito ufficiale di Ryoji Ikeda)
L'effetto è un viaggio in una dimensione che ci accompagna quotidianamente, di cui apperentemente non ci accorgiamo ma che si startifica nelle nostre menti. I dati che servono ad analizzare/rappresentare/memorizzare la materia, lo spazio ed il tempo divengono sensazioni che sono diverse da quelle che viviamo giorno per giorno perchè vivono ad un livello subliminale. Per William Gibson le informazioni sono oramai pixels.
datamatics [ver.2.0] si pone a metà nell'universo artistico di Ikeda tra C
I, il suo audiovisual concert del 2004, dove i dati avevano ancora una rappresentazione corrispondente al reale e test pattern dove i dati perdono totalmente il rapporto con il reale in quanto diventano pattern fatti di codici a barre e codici binari fatti di zeri e uni. Attraverso questa applicazione, il progetto vuole esaminare la relazione tra i punti critici delle apparecchiature per performances e la soglia della percezione umana.
datamatics [ver.2.0] © Ryoji Ikeda

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I Photo Kazuo Fukunaga © Ryoji Ikeda

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I Photo Kazuo Fukunaga © Ryoji Ikeda
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http://www.mutechlab.it/en/festival-new-media-art-digital-culture
More info:
http://www.ryojiikeda.com/
http://www.forma.org.uk/


























Anche io ho provato a dire a parole le emozioni che mi ha trasmesso la performance di Ikeda in un altro post (http://eguidevideoart.myblog.it/archive/2008/12/15/ryoji-ikeda-datamatic...) ma purtroppo non è facile. Ho cercato anche dei video sulla rete, ma ho trovato solo riprese amatoriali.
Cito una frase di Ikeda: "Il sublime e' infinito: infinitesimale, immenso, indescrivibile, indicibile."
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